Nel matrimonio con la comunione dei beni, le azioni e le quote societarie acquistate da un coniuge appartengono ad entrambi?

Nel corso del matrimonio è normale – quando ne hanno la possibilità economica – che i coniugi cerchino di proteggere i propri risparmi in investimenti, di cui si presume la convenienza.

Talvolta il denaro viene investito in azioni o quote societarie da entrambi i coniugi o da uno solo di essi. Se i coniugi hanno la separazione dei beni è semplice determinare la proprietà di tali beni; ma se i coniugi hanno scelto il regime patrimoniale della comunione legale, di chi è la proprietà delle azioni? Esse rientrano nella comunione o appartengono in modo esclusivo al coniuge che le ha acquistate?

In generale, per la Corte di Cassazione, i titoli di partecipazione azionaria acquistati in costanza di matrimonio da uno solo dei coniugi e allo stesso intestati, sono suscettibili di essere compresi nella comunione legale [Cass. civ. Sez. 1, n. 5172 del 27 maggio 1999 – Cass. civile sez. 2, Sentenza n° 2569 del 2 febbraio 2009 – Cassazione civile sez. I, sentenza 18 settembre 2014 n° 19689] perché, semplificando, tali acquisti vengono valutati come investimenti per la famiglia.

Difatti, per la Cassazione l'acquisto di azioni costituisce un incremento patrimoniale rientrante fra gli acquisti di cui all'art. 177, lettera a), del codice civile; il quale prevede che rientrano nella comunione “gli acquisti compiuti dai due coniugi o separatamente durante il matrimonio, ad esclusione di quelli relativi a beni personali”.

Se nulla viene specificato e dimostrato, il principio base è che la comunione legale fra i coniugi costituisce un istituto che prevede uno schema normativo non finalizzato alla tutela della proprietà individuale [come nell'ordinaria comunione di cui agli artt. 1100 e seguenti del codice civile], ma alla tutela della famiglia attraverso particolari forme di protezione della posizione dei coniugi [Cassazione sez. I, sentenza 9 ottobre 2007 n° 21098].

La comunione legale tende a costituire un regime patrimoniale che disciplina l'aspetto dinamico degli acquisti di nuovi beni, in cui vi è una contitolarità su un patrimonio [comprensivo di attività e passività] senza quote. Conseguentemente, l'acquisto o il trasferimento di un bene mobile non registrato, come appunto le azioni, danno obbligo, a carico del coniuge unico intestatario di riconoscere all'altro coniuge un credito relativo al valore del bene alienato; da conteggiare nella determinazione finale dei rapporti di dare ed avere in sede di divisione della comunione.

L'acquisto da parte di uno solo dei coniugi di quote ed azioni – e con intestazione di esse al singolo acquirente – rientra generalmente nella comunione legale se non viene dimostrato che l'acquisto è avvenuto con risorse personali [Cassazione civile Sez. I, sentenza del 16 luglio 2014 n° 16273].

Quindi, se viene specificato all'atto dell'acquisto che esso avviene attraverso beni personali, le azioni e le quote societarie non rientreranno nella comunione ma apparterranno esclusivamente al coniuge che le ha acquistate.

 

Scrivi commento

Commenti: 1
  • #1

    Edison Bentz (giovedì, 02 febbraio 2017)


    Wow, awesome blog layout! How long have you been blogging for? you made blogging look easy. The overall look of your web site is great, let alone the content!